Pubblicato da: danielecolleoni | 19 aprile 2016

Il sentiero della vita

“Suona la sveglia, ho un momento di panico… che giorno è?  Che devo fare? E’ Domenica… e mi prende un senso di angoscia, vorrei dormire ancora, la settimana è stata faticosa, ma il pensiero di stare tutto il giorno qui a casa mi opprime. Che faccio, qui non c’è nessuno e nulla che mi possa dare un buon motivo per restare… Apro la finestra, vediamo se il tempo mi dà una mano nel decidere…. Oddio è nuvoloso… e neanche poco…. Mi rimetto  letto, ma resisto poco, decido…. qui non posso stare un giorno intero…solo come un pirla.  Preparo lo zaino in fretta, sarebbe tardi per gli escursionisti veri, ma a me non importa, in fondo non devo rendere conto a nessuno, dove arrivo arrivo.  Si ma dove…. Visto il tempo decido per un itinerario che conosco bene, che non si sa mai, e sul quale da tempo non vado: Alpe Corte- P.so Laghi Gemelli.  Disdetta non posso neppure prendere la moto, se viene a piovere…. Ma dai, c’è brutto, non ci sarà neppure tanta gente in giro e l’auto può andar bene.

Infilo la Val Seriana con lena, metto anche una cassetta dei Pooh…. quanti ricordi… quante speranze.

Arrivo a Valcanale che sta piovendo, ci sono nebbie basse e  l’atmosfera è grigia e cupa. Si grigio e cupo come il mio stato d’animo quando inizio a mettermi in cammino…. ma che cazzo sto facendo, dove sto andando?  Perché ho deciso di fare questo? Che vado cercando, solo, in una Domenica piovosa, su per i monti della Val Seriana? Tristi pensieri arrivano e ronzano insistenti nella mia testa, ma in fondo sono qui apposta per questi, per conoscerli e per dare loro una ragione.

Incontro altri pazzi come me, ma non ho voglia di parlare ne di salutare, voglio restare al più presto solo…. li supero rapidamente con la testa bassa.  Cerco un ritmo nel mio incedere, un ritmo che mi coinvolga, che mi faccia calare al più presto nel qui, ora, totalmente presente a ciò che sto facendo.

Ma mi rendo conto, che non sarà facile oggi, come non lo è da un po’ di tempo a questa parte.

Sono subito in affanno, sto correndo troppo, barcollo, inciampo in continuazione….. la mente và alle mie angosce …. fisicamente ci sono… mentalmente no… proprio non ci sono.

Almeno il tempo migliora, non piove più,  anche se è ancora tutto grigio intorno a me.

Il sentiero della vita 1

Supero il Rifugio Alpe Corte, ma guai a fermarsi, oggi non voglio proprio nessuno intorno a me. Continuo, ma le cose non migliorano, quella pace, quella tranquillità che desidero proprio non arrivano.

Sgambetto, ma faccio fatica, cerco il movimento giusto ma ovunque metta piede è sbagliato, i sassi si muovono, il passo è troppo lungo o troppo alto, anche le ginocchia cominciano a lamentarsi ora….. che giornata di merda.

Però ora intravedo l’azzurro, meno male, forse non è proprio tutto di merda oggi.  Ed infatti di li a poco buco le nuvole e mi immergo in un cielo azzurro che più azzurro non si può. Spettacolo!

Le cime più alte emergono dal mare di nubi e sembrano tante isolette. C’è pure una spruzzata di neve sulle vette…. la prima neve autunnale.

Il sentiero della vita 2

 

Il sentiero della vita 3

Sono rincuorato. Proseguo ancora di buona lena, ho fretta di arrivare al Passo…. voglio vedere al di là. Di lì a poco ci sono, ma senza aver migliorato il mio incedere.

Il panorama è stupendo, l’aria è fredda ma il sole è caldo. Scelgo un posto al riparo dal vento e mi siedo a godermi un po’ il tepore del sole. 

Il sentiero della vita 4

 

Il sentiero della vita 5

Chiudo gli occhi, e ascolto il silenzio rotto di tanto in tanto dalle soffiare del vento. Resto lì, immobile, nella speranza che nel mio cuore si possa finalmente sentire qualcosa, una voce che mi possa dire perché sono così, insoddisfatto, infelice ed irrequieto. Il  sole riscalda il mio corpo, ma non il mio cuore e quasi come fosse un segnale, le nebbie rimontano rapidamente dalla valle, riportandomi in breve tempo nel grigiore delle nubi.

Il sentiero della vita 6

Devo iniziare a scendere, non posso fermarmi oltre. Mi incammino, ma provo un senso di delusione oggi.

Più giù torna il sole, decido di fermarmi e riposare, non ho fretta… nessuno mi aspetta.

Penso alle persone che ho incontrato nella mia  vita, agli amici vecchi a quelli nuovi, vedo le loro vite, il loro evolversi spontaneo, regolare, con i loro amori i loro affetti e anche i loro dolori, si perché quelli non mancano mai, per nessuno, e mi chiedo cosa ho io di diverso da loro, per non meritarmi anche io ciò che hanno avuto loro. Riguardo la mia vita e cerco di confrontarla con la loro, per capire dove sta la differenza. Non so perché, ma mi viene in mente la salita di stamani, il modo in cui ho percorso il sentiero e mi salta all’occhio una strana analogia che se da un lato mi sorprende, dall’altro mi angoscia.

Spesso ho trovato a camminare davanti a me vecchi montanari e ora li rivedo con il loro incedere lento, ma continuo, sicuro, senza tentennamenti, quasi come se le loro gambe sapessero dove mettere i piedi senza bisogno di guardare le asperità del sentiero. La loro era una marcia fluida, serena, attenta tutto ciò che vi era intorno,  e superavano ogni asperità senza nulla di più della giusta fatica.

Il sentiero della vita 7

Ecco, forse il sentiero della vita va percorso come un vecchio montanaro percorre un sentiero di montagna, facendosi portare dalle proprie gambe, con il ritmo ed il passo che solo loro possono conoscere e che è il più giusto per ognuno di noi. Così non siamo mai in affanno, ci si può fermare per godere di ciò che ci sta intorno, per cogliere i frutti che troviamo sul cammino, ci possiamo guardare indietro per ricordarci da dove veniamo e guardarci avanti per riconoscere al momento opportuno il segnale che ci indica dove andare per giungere alla nostra meta.

Io  ho percorso sino a qui la mia vita, come ho percorso il sentiero stamani e davvero non ne è valsa la pena, tante, troppe cose ho lasciato sul percorso  perché smarrito nei miei pensieri e niente e nessuno me le potrà più ridare.

Posso tornare a casa con la consapevolezza dei miei errori e con l’angoscia di chi, non sa se mai sarà più in grado di recuperare, almeno in parte il tempo perduto.

Una casa vuota  fredda è il giusto prezzo da pagare per tutto ciò? Forse sì.”

#####

Non so perché scrivo a voi tutto questo, in fondo non vi conosco o vi conosco appena, ma di una cosa sono certo, ed è che siete tutta brava gente, che cerca di contribuire a tenere vivi valori che vanno sempre più sparendo. Forse scrivo perché è un momento difficile o forse perché mi sento solo ora, ma forse quello che  voglio di più è sperare che questa mia esperienza possa servire a qualcuno.

Tra non molto sarà Natale, ed io auguro ad ognuno di voi, di avere sempre qualcuno da cui  andare a riposare il cuore….. perché niente è più importante per l’uomo dell’amore e degli affetti.

Buon Natale a tutti!

by Dany

(autunno 2005)

 


Risposte

  1. Wowww che posti supendi 😍😍😍


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