Pubblicato da: danielecolleoni | 15 settembre 2021

“Strada Taverna”

Ogni volta che salivo in val Brembilla in bici, mi scappava l’occhio su quel sentiero segnalato che saliva ripido su nel bosco e mi chiedevo sempre dove potesse portare mai da una quota così bassa.  Poi per caso, leggendo su una rivista ho scoperto che si trattava della Strada Taverna, antica via di comunicazione tra la bassa val Brembana e gli abitati di San Pellegrino, quando ancora non vi erano i ponti di Sedrina a superare la strozzatura della valle.
In questi ultimi anni, la mia attività escursionistica è stata estremamente scarsa, anzi praticamente nulla e così solo dopo un pò di tempo e tanti buoni propositi mai realizzati, la scorsa settimana mi sono deciso a partire. Devo dire che la giornata non è nata sotto i migliori auspici.
Colgo l’occasione per collaudare i miei nuovi bastoncini da trekking pieghevoli, ma mi rendo conto, che quando li ho acquistati non ho chiesto come funzionano. Che diamine, un paio di bastoncini non saranno poi così complicati!  Le ultime parole famose! Dopo mezzora di tentativi e relativa incazzatura e ferita nell’amor proprio rinuncio, ritorno ai miei vecchi bastoncini e parto in moto.
È sabato è già metà mattina, dovrei fare in fretta ad arrivare a destinazione. Ma dopo 15m eccomi in mezzo ad un ingorgo colossale, dovuto ad un incidente. Slalomando a passo d’uomo tra code di veicoli, arrivo decisamente irritato al punto di partenza.
Quando mi accorgo di dimenticato a casa il mio fedele Garmin, la poesia e l’entusiasmo per la camminata è già praticamente esaurita.
Ormai sono qui però e quindi mi incammino.
Il termine strada mi ha fatto sempre immaginare un sentiero piuttosto ampio e agevole.
In realtà il sentiero è quasi sempre piuttosto stretto e alterna dei tratti piuttosto ripidi (partenza compresa) e sconnessi a tratti un po’ più pianeggianti e piacevoli.
Per fortuna dopo un inizio un po’ affannoso prendo il ritmo e ritrovo il piacere di camminare.
A mano a mano che salgo trovo tutti i luoghi descritti dalla relazione e mi fermo ad osservarli cercando di immaginare come potessero essere ai tempi quando questa era l’unica via per poter accedere alla media valle per abitanti e commercianti. Doveva essere dura la vita per gli abitati delle valli a quei tempi…
Alla fine, raggiungo Catremerio, attraverso l’antico borgo, dove un cane del luogo dimostra il suo disappunto per la mia presenza attentando alle mie caviglie. Solo l’arrivo del padrone lo salva da una racchettata per legittima difesa. Vorrei proseguire sino al passo del Grosnello e chiudere così l’itinerario, ma l’allenamento è quello che è e le ginocchia poco abituate ora al cammino in montagna mi convincono a fermarmi e a godere della pace e del silenzio del luogo.
Dopo qualche tempo, decido di iniziare a scendere. Faccio molta attenzione ai tratti più sdrucciolevoli anche perché le ginocchia come detto sono un po’ indolenzite. Ma riesco cmq a scivolare su un sasso e nel tentativo di salvarmi appoggiando una mano a terra mi slogo un dito.
Come già avevo pensato stamani, questa giornata è nata male, però ormai penso di aver dato per oggi mi dico imprecando.
Mai pensare in questo modo!! A poco dall’arrivo alla moto un insetto mi si infila tra l’occhiale e il sopracciglio e fa in tempo a lasciarmi un ricordino.
Che brucioreeeeee! Per fortuna sono vicino ad una fontana con dell’acqua fredda. Bagno abbondantemente e spero che non si gonfi l’occhio, altrimenti anche il rientro in moto a casa potrà diventare un problema.
Fa male ma non succede. Ora basta però. Arrivo alla moto, mi sistemo e parto incrociando le dita.
Disavventure a parte, è stata una scoperta piacevole. Un itinerario storico, quasi interamente immerso nei boschi e poco frequentato a due passi da casa. Da ripetere sino alla fine al più presto.
by dany

 

“Descrizione itinerario”

La Strada Taverna è un’antica via di comunicazione prevalentemente commerciale e di transumanza che interessa il versante orografico sinistro della Val Brembilla (BG), la cui importanza viene testimoniata in epoca rinascimentale. Non è mai stato considerato azzardato il termine “strada”, in quanto il tracciato, aggirando le impegnative gole del torrente Brembilla, prima che questo confluisca nel fiume Brembo, ha reso possibili i collegamenti perenni con i territori della media e bassa Val Brembana e con gli importanti centri economici, ecclesiali e burocratici di Zogno e di San Giovanni Bianco. Ancor prima della nascita della Via Priula, il torrente Brembilla veniva superato dall’architettonico ponte a schiena d’asino, denominato “del Cappello”, utilizzato da coloro che, provenienti da Almenno, sede della Corte e del potere centrale, volevano raggiungere la valle attraverso Ubiale. In origine la mulattiera, tracciata tale sino a Sant’Antonio Abbandonato di Brembilla ed a Catremerio, assunse la denominazione di Strada Meneghina, dal nome del primo abitato che, salendo, si incontra. Successivamente, sulle carte catastali Lombardo-Venete viene indicata come Strada Taverna, probabilmente in virtù di un importante luogo di sosta lungo il tragitto. Alcuni studiosi del GAL localizzano tale edificio a Castignola di Là, dove ancor oggi è rimasto intatto un bell’edificio caratterizzato da un’ampia sala lastricata con camino centrale (una soluzione logistico-architettonica spesso in uso fra le popolazioni Walser di ceppo tedesco), dove sul portale d’ingresso capeggia un’incisione che reca la data del 1507, la più antica trovata nel comune di Brembilla.

L’altro enigma che l’escursionista incontra sono i giganteschi muri di Ca’ Marta, imponenti strutture apparentemente senza senso che rappresentano, tutt’oggi, l’elemento più misterioso della Strada. Si tratta di una serie di ciclopici muri con scalinate laterali troppo sovradimensionati e ben scalpellati per essere muri di terrazzamento. Forse erano altari pagani o, secondo la tesi più accreditata, le originarie fondamenta di una fortificazione del XIII secolo, costruita dai Ghibellini brembillesi per difendere l’entrata della valle dalle pressanti avanzate Guelfe presenti in Val Brembana. Oltre ai misteri, a rendere interessante e bella la Strada Taverna concorre il passaggio di Maroncella, bellissimo esempio di comunità contadina e di architettura rurale di epoca settecentesca: l’antica taverna, la fontana, la casera, l’arco d’entrata alla piazzetta, un tempo forse chiusa da un portone e l’essiccatoio delle castagne. E così via fin su alle contrade di Castignola, di Sant’Antonio di Brembilla ed al “gioiello” finale di Catremerio, che presenta strade selciate, muri realizzati con pietra calcarea frammista ad arenaria intonacati solo a “raso”, i primi gradini delle scale in grossi blocchi di pietra ed evidentissimi loggiati in legno con parapetti chiusi. Per questo e tanto altro ancora vale la pena di partire ad occhi aperti …e con la nostra guida come compagna d’escursione.(*). L’escursione sul tracciato storico inizia in località Ponti di Sedrina, sul lato a monte della strada provinciale per la Val Brembilla, nelle vicinanze del ponte medioevale detto “del Cappello” (285 m). L’accesso è ben visibile ed è indicato con il segnavia CAI n. 592 – Via Meneghina. Il tracciato, con selciato ben conservato, risale con regolari tornanti sino alla Santella votiva dedicata alla Madonna ed ai Santi Gaetano da Thiene ed Antonio da Padova.

Superati gli edifici di Ca’ Meneghina, si raggiungono gli imponenti muraglioni di Ca’ Marta, ora con la sola funzione di contenimento prativo in posizione molto panoramica sulla bassa valle Brembana. Superate le mura, si arriva alla contrada di Pratonovo con la chiesetta di San Gaetano, protettore della “Strada Taverna” (480 m, 30′ dalla partenza). La mulattiera sale poi verso la contrada Maroncella, troppo bella, troppo decadente, dove solo i cavalli bradi paiono essere gli unici esseri viventi dopo la vivacità che la distingueva sino agli anni sessanta. Uscendo dalla contrada, si procede per un tratto lungo il quale si incontrano alcune fontane, abbeveratoi e testimonianze votive poste a protezione dell’acqua. Raggiunto il suggestivo balcone, detto del Tiglio, la visuale si apre sulla pianura e sui gradevoli pascoli che accompagnano sino al nucleo di Castignola di Là e Muraca, borghi contadini di origine cinquecentesca. Si prosegue per l’altro borgo di Castignola di Qua, attraverso dei “Sapei”, sentieri scavati nella roccia, raggiungendola in breve (940 m, 2h dalla partenza). Oltre, la strada piega a sinistra e prosegue in piano per un paio di chilometri, attraversando una faggetta al limite dei pascoli fino a raggiungere l’abitato di Catremerio (988 m, 2h 30′ dalla partenza). Frazione rustico-montana oggetto, da alcuni anni, ad interventi di recupero e ristrutturazione da parte del CAI, dell’ANA e di squadre di Scout che ne hanno fatto anche una meta di turismo culturale. L’interesse del borgo si manifesta con numerosi elementi ancora ben conservati e con evidenti testimonianze delle antiche attività rurali affacciate sulla piazzetta e nei vicoli che da essa dipartono. Lasciata alle spalle Catremerio, la mulattiera sale alla Chiesa ed al Passo del Crosnello (o Grosnello) con tratti fra antichi muri di sostegno che, con ingegnose geometrie, rendono utilizzabili preziosi lembi di pascolo.

Dopo una decina di minuti si giunge a Cà Carletti, costruzione che vanta linee architettoniche, ballatoi e porte di spiccato interesse. Continuando il cammino si raggiunge la suggestiva contrada di Crosnello, immersa in un’atmosfera d’altri tempi, dove ogni elemento parla del rapporto uomo-natura, qui reso ancor più delicato dalla penuria d’acqua. Un centinaio di metri dopo la contrada si arriva al valico del Crosnello di Brembilla, vigilato dalla Santella del Viandante (1094 m, 30′ da Catremerio). Sulle coste che fanno spalla s’ergono dei bellissimi roccoli settecenteschi, alcuni dei quali ricamati da “costruzioni” vegetali formate da carpini e faggi secolari. Oltre, la Strada Taverna cessa, affacciandosi su Sussia e sulle contrade alte di San Pellegrino (Vettarola e Ca’ Boffelli), poste al sole di fronte ai monti della media Val Brembana e Val Serina, dove fra tutti, laggiù oltre la foschia, emerge il Pizzo Arera.

Punto di partenza: Ponti di Sedrina – Val Brembilla (291 m)
Punto d’arrivo: Passo di Crosnello (1094 m)
Dislivello: 803 m in salita
Lunghezza: 5 km
Tempo medio di percorrenza: 3h – 3h 30′

Sentiero CAI: 592


Risposte

  1. Che tragedia! 😂
    I bastoncini telescopici si stringono o ruotando i segmenti sul loro asse, oppure hanno dei sistemi tipo la sella della bici: prima tari la giusta distanza con un dado, poi stringi la leva.
    Per il resto: scarponi con suola adatta e allenamento. E un pizzico di fortuna non guasta mai.

    • Non no questi sono quelli fighi da trail col cavetto che si piegano in tre e diventano molto compatti, Un pò meno figo io che solo alla sera a casa ho capito il trucco 🙂
      Sono quelle giornate un po così… capitano….


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