Pubblicato da: danielecolleoni | 28 novembre 2021

“Sulla strada giusta”

 

Il viaggio è negli occhi, nel cuore e nella testa, e non finisce mai. Da una scogliera a picco sul Mar Glaciale Artico, un uomo respira finalmente la libertà. Intorno ha solo il silenzio e davanti l’orizzonte infinito e limpido. Appena qualche mese prima non l’avrebbe mai creduto possibile. Aveva trentun anni e un lavoro stabile: il sogno di molti, ma non il suo. Così un giorno ha detto basta e si è messo in cammino su sentieri sconosciuti, per cercare una risposta ai confini del mondo, senza ancora sapere se quello alla vita di prima sarebbe stato un arrivederci o un addio. Dal Sudamerica a Budapest, dall’India alla Scandinavia, tra paesaggi mozzafiato e momenti di intima condivisione, Francesco vive esperienze inattese che gli mostrano chi è davvero, un giorno dopo l’altro. Lontano da casa o tra la propria gente, l’importante è mettersi in gioco. Dopo il successo del blog Wandering Wil e i tantissimi lettori incontrati in Rete, Francesco Grandis è riuscito nell’impresa di pubblicare la sua storia. Sulla strada giusta è un “urlo nel silenzio” per svegliarci dal torpore della routine e ricordarci che se non insegui la felicità non avrai chance di trovarla.
“Se ne avessimo l’occasione, ti racconterei di quando ero un giovane ingegnere, convinto di aver trovato la sua posizione nel mondo, e di quando scoprii, invece, di essere finito in una gabbia. Di quando lasciai quel posto sicuro in piena crisi economica, per affrontare il mio crollo personale. Di come trovai la strada giusta durante un lungo viaggio, del mio lavoro nomade e dei Paesi che seguirono. Di come mollai tutto ancora una volta per scrivere e condividere la mia esperienza. E sopra ogni cosa, ti parlerei della mia ricerca della Felicità. Non sono un arrivato ma solo un uomo in cammino, e il libro che hai tra le mani il racconto del mio percorso.”

Sulla strada giusta
Francesco Grandis

 

“Mi accorsi che la cosa peggiore che potevo fare della mia vita era cercare di viverla come qualcosa che non ero e non sarò mai.
 Se sono nato cavatappi, non morirò cucchiaio.”

“La mia vita non era e non poteva essere la proiezione dei desideri e dei valori altrui, perchè nessuna di quelle persone si sarebbe fatta carico della mia infelicità.”

“Mi dicevo: ”sono fatto così”, ma era una scusa. Non sono stato messo al mondo diffidente, lo sono diventato, quindi potevo smettere di esserlo. Io sono la creta e io sono il vasaio. In me c’è tutto quello che serve per fare di me stesso un capolavoro.
 Sono cose che ho sempre saputo, ma ho ignorato per…?
 Chi lo sa perché! Forse perché era la strada più facile, ma di certo non quella giusta.”

“Dal mio zaino di viaggio ideale vorrei scaricare tutti i pesi inutili, per tenere solo ciò che ho di leggero, utile e importante, per lasciare tanto spazio alle cose nuove che sicuramente verranno. Così dovrei fare anche con la mia vita. Scelgo quindi di portare con me la prudenza, ma non le paure. L’apertura mentale, non il pregiudizio. L’entusiasmo, ma non le illusioni. Il coraggio, non l’incoscienza. Porto sicuramente i desideri, la passione e tutti i miei sogni, ma lascio i pesi del passato a casa. Le mie convinzioni, le mie idee e i miei progetti, non le aspettative altrui. Il silenzio, non il rumore. L’amore, non la diffidenza. Se la vita è un viaggio, allora è decisamente meglio viaggiare leggeri.”

******

Un libro che mi sarebbe stato più utile leggere una trentina di anni fa…. peccato non ci sia stata questa possibilità.
Lo consiglio a tutti coloro che si sentono intrappolati dalla routine di tutti giorni ma anche a chi non crede di esserlo. Così, tanto per non rischiare magari, di arrivare un giorno a vivere di rimpianti.
by dany


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