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Cadono foglie,
Luminosi colori,
Magia d’autunno.
by dany
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“La grande paura”
La storia della mia persona
è la storia di una grande paura
di essere me stessa,
contrapposta alla paura di perdere me stessa,
contrapposta alla paura della paura.
Non poteva essere diversamente:
nell’apprensione si perde la memoria,
nella sottomissione tutto.
Non poteva
la mia infanzia,
saccheggiata dalla famiglia,
consentirmi una maturità stabile, concreta.
Né la mia vita isolata
consentirmi qualcosa di meno fragile
di questo dibattermi tra ansie e incertezze.
All’infanzia sono sopravvissuta,
all’età adulta sono sopravvissuta.
Quasi niente rispetto alla vita.
Sono sopravvissuta, però.
E adesso, tra le rovine del mio essere,
qualcosa, una ferma utopia, sta per fiorire.
(da “Donne in poesia”)
Piera Oppezzo (Torino, 2 agosto 1934 – Miazzina, 19 dicembre 2009) è stata una poetessa italiana.
Piera Oppezzo nasce a Torino nel 1934 in una famiglia molto modesta. Per vivere ha fatto la sarta, la commessa, la dattilografa, la collaboratrice editoriale.
Autodidatta, pubblica le sue prime poesie nel febbraio del 1961 sulla rivista La nostra Rai e successivamente ne pubblica altre su La Fiera Letteraria di Vincenzo Cardarelli. La sua prima raccolta di poesie L'uomo qui presente esce nel 1966 a cura della casa editrice Einaudi.
Nel 1966 va a vivere a Milano.
Nel 1975 con Nicoletta Gasperini, Raffaella Finzi, Ileana Faidutti, Daniela Candio e Mimi Legnani costituisce il collettivo “Pentole e Fornelli” che esordisce a Milano al Parco Lambro per il Festival di Re Nudo e porta per l'Italia uno spettacolo di canzoni e testi poetici in cui lei stessa recitava.
Le sue poesie sono pubblicate in antologie italiane e straniere e su numerose riviste: "Anterem", " Il Manifesto", "Lapis", "La Salamandra", "Leggere", "Nuovi Argomenti", "Tam Tam", "Linea d'ombra".
Muore il 19 dicembre 2009 in una clinica a Miazzina sul Lago Maggiore.
(fonte Wikipedia)
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Europe 1916 by Boardman Robinson – Library of Congress Prints and Photographs Division
“Distrazioni”
Eh le distrazioni…
Ancora di salvezza,
Nei momenti complicati,
Boccata d’aria,
Quando stai per affogare,
Eh le distrazioni…
Pericolo costante,
Quando sei al volante,
Foriero di dolori,
Se non badi al gradino,
Eh le distrazioni…
Arma impropria dei potenti,
Carota per l’asino di turno,
Disposto a tutto,
Per il suo premio,
Illuso e ignaro del pericolo,
Dietro a sé,
Chi regge la carota,
Nell’altra mano,
Regge pure il bastone.
by dany
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Pubblicato su immagini | Tag:elaborazione grafica, Immagine del giorno, Intelligenza artificiale, libri
Immagine personale elaborata con IA
“Da un atlante del mondo difficile”
So che stai leggendo tardi questa
poesia, prima di lasciare l’ufficio
con l’abbagliante lampada gialla e la finestra nel buio
nell’apatia di un fabbricato sbiadito nella quiete
dopo l’ora di traffico.
So che stai leggendo questa poesia
in piedi nella libreria lontano dall’oceano
in un giorno grigio di primavera, fiocchi sparsi di neve
spinti attraverso enormi spazi di pianure intorno a te.
So che stai leggendo questa poesia
in una stanza dove tanto è accaduto che non puoi sopportare
dove i vestiti giacciono sul letto in cumuli stagnanti
e la valigia aperta parla di fughe
ma non puoi ancora partire.
So che stai leggendo questa poesia
mentre il treno della metropolitana perde velocità e prima di salire
le scale
verso un nuovo tipo d’amore
che la vita non ti ha mai concesso.
So che stai leggendo questa poesia alla luce
del televisore dove immagini mute saltano e scivolano
mentre attendi le notizie sull’intifada.
So che stai leggendo questa poesia in una sala d’attesa
di occhi che s’incontrano sì e no, d’identità con estranei.
So che stai leggendo questa poesia sotto la luce al neon
nel tedio e nella stanchezza dei giovani fuori gioco,
che si mettono fuori gioco quando sono ancora troppo giovani.
So che stai leggendo questa poesia con una vista non più buona, le spesse lenti
ingigantiscono queste lettere oltre ogni significato però
continui a leggere perché anche l’alfabeto è prezioso.
So che stai leggendo questa poesia mentre vai e vieni accanto alla stufa
scaldando il latte, sulla spalla un bambino che piange, un libro
nella mano
poiché la vita è breve e anche tu hai sete.
So che stai leggendo questa poesia non scritta nella tua lingua
indovinando alcune parole mentre altre continui a leggerle
e voglio sapere quali sono queste parole.
So che stai leggendo questa poesia mentre ascolti qualcosa,
diviso fra rabbia e speranza
ricominciando a fare di nuovo il lavoro che non puoi rifiutare.
So che stai leggendo questa poesia perché non rimane
nient’altro da leggere
là dove sei atterrato, completamente nudo.
(da “Cartografie del silenzio”)
Adrienne Celine Rich (Baltimora, 16 maggio 1929 – Santa Cruz, 27 marzo 2012) è stata una poetessa, saggista, insegnante e femminista statunitense. È stata definita “una delle poetesse più lette e influenti della seconda metà del XX secolo”, e le è stato riconosciuto di aver portato “l’oppressione delle donne e delle lesbiche in primo piano nel discorso poetico”.
Laureata al Radcliffe College nel 1951, anno in cui vinse il premio Yale Series of Younger Poets con la raccolta d’esordio A Change of World.
Nel 1953 sposò l’economista Alfred Conrad, con cui ebbe tre figli.
I primi lavori seguivano forme poetiche tradizionali e accademiche.
Dagli anni Sessanta (con Snapshots of a Daughter-in-Law del 1963) e soprattutto negli anni Settanta, la sua poesia si è fatta più libera, politica e radicata nel movimento femminista e per i diritti civili.
Nel 1976 fece public outing come lesbica e si legò alla scrittrice Michelle Cliff, esplorando il concetto di “continuum lesbico” e l’esperienza femminile.
(dal web)
Pubblicato su Frasi e Pensieri in liberta' | Tag:Adrienne Rich, apatia, “Da un atlante del mondo difficile”, noia, poesia, quotidianità, routine, Sofferenza
“Testo”
Hey Nikita is it cold
In your little corner of the world?
You could roll around the globe
And never find
A warmer soul to know.
Oh I saw you by the wall,
Ten of your tin soldiers in a row,
With eyes that looked like ice on fire,
The human heart a captive in the snow.
Oh Nikita you will never know
Anything about my home.
I’ll never know how good it feels to hold you.
Nikita, I need you so.
Oh Nikita is the other side
Of any given line in time.
Counting ten tin soldiers in a row
Oh no, Nikita you’ll never know.
Do you ever dream of me?
Do you ever see the letters that I write?
When you look up through the wire,
Nikita do you count the stars at night?
And if there come the time
Guns and gates non longer hold you in
And if you’re free to make a choice,
Just look towards the west
And find a friend.
Oh Nikita you will never know
Anything about my home.
I’ll never know how good it feels to hold you.
Nikita I need you so.
Oh Nikita is the other side
Of any given line in time.
Counting ten tin soldiers in a row,
Oh no, Nikita you’ll never know.
Oh Nikita you will never know,
Never know anything about my home.
I’ll never know how good it feels to hold you.
Nikita I need you so.
Oh Nikita is the other side
Of any given line in time.
Counting ten tin soldiers in a row,
Oh no, Nikita you’ll never know.
Nikita, counting ten tin soldiers in a row.
Nikita, counting ten tin soldiers in a row.
Nikita, counting ten tin soldiers in a row.
Autori: Elton John /Bernard J.p. Taupin
Album: Ice on Fire
Anno:1986
“Traduzione”
Hey Nikita fa freddo
Nel tuo piccolo angolo del mondo?
Potresti girare tutto il globo
E non trovare mai
Una creatura più calda da conoscere.
Oh ti ho vista vicino al muro,
Dieci dei tuoi soldati di latta in fila,
Con gli occhi che sembravano ghiaccio sul fuoco,
Il cuore umano un prigioniero nella neve.
Oh Nikita non saprai mai
Nulla della mia patria.
Io non saprò mai quanto è bello stringerti.
Nikita, ho tanto bisogno di te.
Oh Nikita è dall’altra parte
Di un confine tracciato col passare del tempo (1).
Contando dieci soldati di latta in fila,
Oh no, Nikita non saprai mai.
Mi sogni mai?
Vedi mai le lettere che scrivo?
Quando di notte guardi in su attraverso il filo spinato,
Conti mai le stelle, Nikita?
E se verrà il momento in cui
Armi e cancelli non ti tratterrano più lì
E se sarai libera di fare una scelta,
Guarda verso ovest
E troverai un amico.
Oh Nikita non saprai mai
Nulla della mia patria.
Io non saprò mai quanto è bello stringerti.
Nikita, ho tanto bisogno di te.
Oh Nikita è dall’altra parte
Di un confine tracciato col passare del tempo.
Contando dieci soldati di latta in fila,
Oh no, Nikita non saprai mai.
Oh Nikita non saprai mai
Nulla della mia patria.
Io non saprò mai quanto è bello stringerti.
Nikita, ho tanto bisogno di te.
Oh Nikita è dall’altra parte
Di un confine tracciato col passare del tempo.
Contando dieci soldati di latta in fila,
Oh no, Nikita non saprai mai.
Nikita, contando dieci soldati di latta in fila.
Nikita, contando dieci soldati di latta in fila.
Nikita, contando dieci soldati di latta in fila.
Pubblicato su Appunti | Tag:"Nikita", canzoni, Elton John, emozionii, Musica, passato, Ricordi, Rimembranze musicali
Foto di RENE RAUSCHENBERGER da Pixabay
“Ecco, quando gli uomini diventeranno tanto maturi da rendere inutile qualunque potere, quando riforgeranno le spade in aratri, allora sarà possibile scoppiare in lacrime di gioia.“
Tat’jana L’vovna Tolstaja
(Lettere dalla Rivoluzione)
Pubblicato su Frasi e Pensieri in liberta' | Tag:"Quando", convivenza, Evoluzione, futuro, Lettere dalla Rivoluzione, pace, Potere, progresso, Tat'jana L'vovna Tolstaja, tolleranza, Uomini




Immagini personali
“Grigna settentrionale – 2410m (26/04/1985)”
Via normale invernale, da Balisio (valsassina), passando per il Rif.Pialeral (1410m) e arrivo al Rif. Brioschi, posizionato propio sulla cima della montagna (al quale, stranamente non ho fatto foto in questa occasione). Sopra immagini della salita.


Dalla vetta verso le alpi (immagini personali)
Grigna Meridionale (immagine personale)
Pubblicato su immagini, Montagna | Tag:escursioni, Grigna settentrionale, Immagini dal passato, Montagna, passato, Ricordi

Immagine personale elaborata con IA
“Poiché l’alba si accende”
Poiché l’alba si accende, ed ecco l’aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l’imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,
facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! Soprattutto
basta con l’ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz’anima trionfava.
E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s’incontrano;
basta con l’abominevole rancore! Basta
con l’oblìo ricercato in esecrate bevande!
Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,
io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;
sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.
E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso.
Paul-Marie Verlaine (Metz, 30 marzo 1844 – Parigi, 8 gennaio 1896) è stato un poeta francese.
Figura del poeta maledetto, Verlaine viene riconosciuto come il maestro dei giovani poeti del suo tempo. La sua influenza sarà significativa e i posteri accoglieranno questa arte poetica verlainiana, «niente che vi è in lui pesa o posa», fatta di musicalità e della fluidità che gioca con i ritmi pari. Il tono di molte delle sue poesie che combinano spesso malinconia e chiaroscuro, rivela, al di là della forma efficace di semplicità, una sensibilità profonda, che risuona con gli approcci di alcuni pittori impressionisti e musicisti come Reynaldo Hahn e Claude Debussy, i quali saranno presenti nella musica delle poesie di Verlaine.
Nasce a Metz il 30 marzo 1844 e si trasferisce da bambino a Parigi, dove compie gli studi e si appassiona alla letteratura, leggendo Charles Baudelaire.
Nel 1870 sposa Mathilde Mauté de Fleurville, alla quale dedica la raccolta La Buona Canzone.
Nel 1871 conosce il giovane poeta Arthur Rimbaud. Tra i due nasce una relazione tumultuosa e scandalosa che porta Verlaine ad abbandonare la famiglia.
Durante un alterco a Bruxelles nel luglio 1873, in un impeto di gelosia, Verlaine spara a Rimbaud ferendolo a un polso; viene condannato a due anni di carcere, periodo in cui si converte al cattolicesimo.
Tornato in libertà, vive tra ristrettezze economiche, eccessi di alcol e assenzio, ma ottiene grande riconoscimento letterario. Muore a Parigi l’8 gennaio 1896.
(Dal web)
Pubblicato su Frasi e Pensieri in liberta' | Tag:Amore, “Poiché l’alba si accende”, Paul Verlaine, poesia, riscatto, Vita
Foto di Keli Black da Pixabay
“E’ come tempesta,
Che arriva improvvisa,
Pensieri opprimenti,
Come cupe e nere nubi,
Angosce improvvise,
Come lampi accenti,
Paura che paralizza,
Come tuoni assordanti,
Smarriti si cerca riparo,
Una possibile fuga,
Un posto sicuro,
Dove poter stare,
Ad attendere che passi,
E torni il sereno.”
by dany
Invito al viaggio
*I Petali delle Rose...quando cadono...diventano Angeli Silenziosi.*
Per un Cavallino di Cartapesta ? Ma no neppure solo per dovere ,si per Amore
Varie ed eventuali, ecc...
🌹ESSERE e LASCIAR ESSERE ~ Fare della RECIPROCITA' un regno equanime 🌹
Desirè Karini - Poesie e riflessioni
Poetry, story and real life. Once soldier, busnessman, grandfather and Poet.
Sorridi alla vita e scatta una foto
Conoscersi e parlarsi è un dono