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“1994”
stavo abbandonando il mio cinquatottesimo anno
quando un pollice di ghiaccio
si è impresso vicino al mio cuore
tu hai la tua storia
sai della paura, delle lacrime
della cicatrice d’incredulità
sai che le bugie più tristi
sono quelle che diciamo a noi stessi
lo sai quanto sia pericoloso
essere nate col seno
sai quanto sia pericoloso
indossare una pelle nera
stavo abbandonando il mio cinquatottesimo anno
quando mi risvegliai nell’inverno
di un corpo freddo e mortale
sottili ghiaccioli sporgevano
da quel pazzo capezzolo piangendo
non siamo forse stati bravi bambini
non abbiamo forse ereditato la terra
ma tutto questo tu devi già saperlo
dalla tua stessa vita tremante
da “Nuovi poeti americani”
(trad. it. Elisa Biagini)
Lucille Clifton (nata Thelma Lucille Sayles; Depew, 27 giugno 1936 – Baltimora, 13 febbraio 2010) è stata una delle voci più importanti e celebrate della poesia afroamericana e della letteratura statunitense. Nota per la sua scrittura incisiva, ha incentrato la sua opera sulla celebrazione dell’identità nera, sulla femminilità e sulla resilienza di fronte alle ingiustizie sociali. Nata nello stato di New York, ha studiato alla Howard University e alla State University of New York a Fredonia. Nel 1958 ha sposato Fred James Clifton, professore e scultore, con il quale ha avuto sei figli. Oltre alla carriera letteraria, ha lavorato a lungo come educatrice e docente universitaria di scrittura creativa e scienze umane in prestigiosi istituti, tra cui il St. Mary’s College of Maryland e la Columbia University. Dal 1979 al 1985 ha ricoperto la carica di Poetessa Laureata del Maryland, diventando la prima donna afroamericana a ricevere questo titolo. Legata storicamente al Black Arts Movement, la Clifton ha sviluppato uno stile unico, caratterizzato da versi liberi molto brevi, quasi epigrammatici, dall’uso quasi esclusivo di lettere minuscole e da una spiccata assenza di punteggiatura. Oltre alla poesia per adulti, ha scritto oltre sedici libri per bambini, tra cui la celebre serie incentrata sul personaggio di Everett Anderson, scritti appositamente per supportare e valorizzare il patrimonio culturale dei giovani neri.
(dal web)








