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“Lettera”
(A Thermos Amurghis)
Non ho una foglia dei vecchi alberi verdi.
Ti scrivo la mia pena su questa carta
tanto lieve che te la porti il vento
tanto buona e tenera che non se ne sorprenda il sole,
gentile come il silenzio che incede sull’erba
di notte. Semplice e pura come l’acqua che scorre
e non indovini che la generò la tempesta di ieri.
Molti sono stati uccisi. Molti viviamo. Tutti quanti siamo
feriti. È grave di dolore il mondo.
Col silenzio del mare riceverai la mia pena.
Ti mando questo mio eterno “non ti scordar di me”, è una
luce avvolta entro una piccola nubicina.
Ti mando questa pecorella, poiché sei vicino a Dio
perché tu la guidi ad un suo verde giardino.
Ti mando questo infante col piedino schiacciato.
Alzalo alla finestra con la stella del mattino,
vicino al mondo, vicino al sogno.
Vicino alla tua bontà che è calda come alito di madre.
Vicino al camino dove sogni con la mano alla fronte
la felicità dell’affamato, del soldato, dell’infermo.
Mettilo vicino alla verde bandiera. Vicino al rosso
cavallo. A tua madre accanto che attorniata
dai passeri di gennaio fila la speranza.
Mettilo vicino al lamento dell’amicizia. Vicino, vicino.
Mettilo a sedere e aprigli come un riso la finestra
(Traduzione di Vincenzo Rotolo)
da “Il Taigeto e il silenzio”
Nikiforos Vrettakos (Krokees, Laconia, 1912 – Atene o Plumitsa, 1991) è stato uno dei più importanti poeti e scrittori greci del XX secolo, spesso definito il “poeta della pace e dell’amore”.
Nasce nel 1912 a Krokees (Laconia), vicino a Sparta. Nel 1929 si trasferisce ad Atene, dove comincia la sua lunga e feconda attività letteraria. Prende parte alla guerra sul fronte italo-greco (1940-1941) e partecipa attivamente alla Resistenza greca contro l’occupazione nazifascista. Durante la dittatura dei colonnelli (1967–1974), sceglie l’esilio volontario vivendo in Svizzera e in Italia—in particolare a Palermo, in Sicilia—collaborando con l’Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici. Rientra in Grecia nel 1974. Nel corso della vita pubblica circa 38 raccolte poetiche, riceve tre candidature al Premio Nobel per la Letteratura e nel 1987-1988 viene nominato membro dell’Accademia di Atene. La sua opera è pervasa da un profondo umanesimo, filantropia e un forte legame con la natura, elementi che lo hanno reso una delle voci più amate della lirica greca moderna (approfondimenti su portali culturali come Punto Grecia e la Casa della poesia).
(dal Web)















