“Testo”
Hey Nikita is it cold
In your little corner of the world?
You could roll around the globe
And never find
A warmer soul to know.
Oh I saw you by the wall,
Ten of your tin soldiers in a row,
With eyes that looked like ice on fire,
The human heart a captive in the snow.
Oh Nikita you will never know
Anything about my home.
I’ll never know how good it feels to hold you.
Nikita, I need you so.
Oh Nikita is the other side
Of any given line in time.
Counting ten tin soldiers in a row
Oh no, Nikita you’ll never know.
Do you ever dream of me?
Do you ever see the letters that I write?
When you look up through the wire,
Nikita do you count the stars at night?
And if there come the time
Guns and gates non longer hold you in
And if you’re free to make a choice,
Just look towards the west
And find a friend.
Oh Nikita you will never know
Anything about my home.
I’ll never know how good it feels to hold you.
Nikita I need you so.
Oh Nikita is the other side
Of any given line in time.
Counting ten tin soldiers in a row,
Oh no, Nikita you’ll never know.
Oh Nikita you will never know,
Never know anything about my home.
I’ll never know how good it feels to hold you.
Nikita I need you so.
Oh Nikita is the other side
Of any given line in time.
Counting ten tin soldiers in a row,
Oh no, Nikita you’ll never know.
Nikita, counting ten tin soldiers in a row.
Nikita, counting ten tin soldiers in a row.
Nikita, counting ten tin soldiers in a row.
Autori: Elton John /Bernard J.p. Taupin
Album: Ice on Fire
Anno:1986
“Traduzione”
Hey Nikita fa freddo
Nel tuo piccolo angolo del mondo?
Potresti girare tutto il globo
E non trovare mai
Una creatura più calda da conoscere.
Oh ti ho vista vicino al muro,
Dieci dei tuoi soldati di latta in fila,
Con gli occhi che sembravano ghiaccio sul fuoco,
Il cuore umano un prigioniero nella neve.
Oh Nikita non saprai mai
Nulla della mia patria.
Io non saprò mai quanto è bello stringerti.
Nikita, ho tanto bisogno di te.
Oh Nikita è dall’altra parte
Di un confine tracciato col passare del tempo (1).
Contando dieci soldati di latta in fila,
Oh no, Nikita non saprai mai.
Mi sogni mai?
Vedi mai le lettere che scrivo?
Quando di notte guardi in su attraverso il filo spinato,
Conti mai le stelle, Nikita?
E se verrà il momento in cui
Armi e cancelli non ti tratterrano più lì
E se sarai libera di fare una scelta,
Guarda verso ovest
E troverai un amico.
Oh Nikita non saprai mai
Nulla della mia patria.
Io non saprò mai quanto è bello stringerti.
Nikita, ho tanto bisogno di te.
Oh Nikita è dall’altra parte
Di un confine tracciato col passare del tempo.
Contando dieci soldati di latta in fila,
Oh no, Nikita non saprai mai.
Oh Nikita non saprai mai
Nulla della mia patria.
Io non saprò mai quanto è bello stringerti.
Nikita, ho tanto bisogno di te.
Oh Nikita è dall’altra parte
Di un confine tracciato col passare del tempo.
Contando dieci soldati di latta in fila,
Oh no, Nikita non saprai mai.
Nikita, contando dieci soldati di latta in fila.
Nikita, contando dieci soldati di latta in fila.
Nikita, contando dieci soldati di latta in fila.
Rimembranze musicali: “Nikita” – Elton John (1986)
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Quando (reblog)
Foto di RENE RAUSCHENBERGER da Pixabay
“Ecco, quando gli uomini diventeranno tanto maturi da rendere inutile qualunque potere, quando riforgeranno le spade in aratri, allora sarà possibile scoppiare in lacrime di gioia.“
Tat’jana L’vovna Tolstaja
(Lettere dalla Rivoluzione)
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Immagini dal passato – “Grigna Settentrionale ” (1985)




Immagini personali
“Grigna settentrionale – 2410m (26/04/1985)”
Via normale invernale, da Balisio (valsassina), passando per il Rif.Pialeral (1410m) e arrivo al Rif. Brioschi, posizionato propio sulla cima della montagna (al quale, stranamente non ho fatto foto in questa occasione). Sopra immagini della salita.


Dalla vetta verso le alpi (immagini personali)
Grigna Meridionale (immagine personale)
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“Poiché l’alba si accende” poesia di Paul Verlaine

Immagine personale elaborata con IA
“Poiché l’alba si accende”
Poiché l’alba si accende, ed ecco l’aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l’imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,
facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! Soprattutto
basta con l’ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz’anima trionfava.
E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s’incontrano;
basta con l’abominevole rancore! Basta
con l’oblìo ricercato in esecrate bevande!
Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,
io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;
sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.
E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso.
Paul-Marie Verlaine (Metz, 30 marzo 1844 – Parigi, 8 gennaio 1896) è stato un poeta francese.
Figura del poeta maledetto, Verlaine viene riconosciuto come il maestro dei giovani poeti del suo tempo. La sua influenza sarà significativa e i posteri accoglieranno questa arte poetica verlainiana, «niente che vi è in lui pesa o posa», fatta di musicalità e della fluidità che gioca con i ritmi pari. Il tono di molte delle sue poesie che combinano spesso malinconia e chiaroscuro, rivela, al di là della forma efficace di semplicità, una sensibilità profonda, che risuona con gli approcci di alcuni pittori impressionisti e musicisti come Reynaldo Hahn e Claude Debussy, i quali saranno presenti nella musica delle poesie di Verlaine.
Nasce a Metz il 30 marzo 1844 e si trasferisce da bambino a Parigi, dove compie gli studi e si appassiona alla letteratura, leggendo Charles Baudelaire.
Nel 1870 sposa Mathilde Mauté de Fleurville, alla quale dedica la raccolta La Buona Canzone.
Nel 1871 conosce il giovane poeta Arthur Rimbaud. Tra i due nasce una relazione tumultuosa e scandalosa che porta Verlaine ad abbandonare la famiglia.
Durante un alterco a Bruxelles nel luglio 1873, in un impeto di gelosia, Verlaine spara a Rimbaud ferendolo a un polso; viene condannato a due anni di carcere, periodo in cui si converte al cattolicesimo.
Tornato in libertà, vive tra ristrettezze economiche, eccessi di alcol e assenzio, ma ottiene grande riconoscimento letterario. Muore a Parigi l’8 gennaio 1896.
(Dal web)
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Tempesta (reblog)
Foto di Keli Black da Pixabay
“E’ come tempesta,
Che arriva improvvisa,
Pensieri opprimenti,
Come cupe e nere nubi,
Angosce improvvise,
Come lampi accenti,
Paura che paralizza,
Come tuoni assordanti,
Smarriti si cerca riparo,
Una possibile fuga,
Un posto sicuro,
Dove poter stare,
Ad attendere che passi,
E torni il sereno.”
by dany
“I fiori nascosti nei libri”
I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti che non riusciamo più a raccontare. Rimangono anni, tra le pagine, in attesa che qualcuno porti alla luce la nostra vera storia. Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita a organizzare una sfilata per i suoi ospiti, si sente baciata dalla fortuna. Così si mette in viaggio, ma per una bufera di neve arrivare a destinazione diventa impossibile. Alla dogana le consigliano di fermarsi a Villa Garbald, dove Chiara arriva e incontra prima il vecchio custode, Arold, e poi il figlio, Thomas. Entrambi sembrano turbati dalla sua presenza, forse per via della straordinaria somiglianza tra Chiara e la donna di un ritratto appeso in uno dei corridoi, che misteriosamente nottetempo svanisce. Il dipinto ritrae Irena, una ragazza polacca che, per sfuggire alla Seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni, un contrabbandiere. E il loro sarà un incontro che le cambierà per sempre la vita. Due epoche lontane, due donne unite da un destino comune: un romanzo che intreccia amore e memoria, e ricorda che alcune storie non smettono mai di cercare la propria voce.
“I fiori nascosti nei libri”
Silvia Montemurro
“I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti che non riusciamo più a raccontare. Rimangono anni, tra le pagine, in attesa che qualcuno porti alla luce la nostra vera storia”
“Irena, ricordati: non c’è fiore che possa appassire, se nascosto in un luogo sicuro. Bisogna proteggerlo, come un amore appena nato”
“A te che tra queste pagine forse nasconderai un fiore, un segreto, un amore, un desiderio: possa questa storia trascinarti nelle sue pagine, possa tu trovare un po’ di serenità e guardare i fiori nascosti nei libri con occhi diversi”
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“Il mio sguardo è nitido come un girasole” poesia di Fernando Pessoa
Immagine personale elaborata con IA
“Il mio sguardo è nitido come un girasole”
Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo…
Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire…
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…
Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare…
Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare…
Pubblicato su Frasi e Pensieri in liberta' | Tag:armonia, “Il mio sguardo è nitido come un girasole”, contemplazione, fernando pessoa, mondo, Natura, Osservare, sguardo
Rimembranza musicali: “Duel” – Propaganda (1985)
“Testo”
Eye to eye, stand winners and losers
Hurt by envy, cut by greed
Face to face with their own disillusion
The scars of old romances still on their cheeks
And when blow by blow
The passion dies sweet little death
Just have been lies, some memories of gone by time
Would still recall the lies
The first cut won’t hurt at all
The second only makes you wonder
The third will have you on your knees
You start bleeding I start screaming
It’s too late the decision is made by fate
Time to prove what forever should last
Whose feelings are so true as to stand the test?
Whose demands are so strong as to parry all attempts?
And when blow by blow
The passion dies sweet little death
Just have been lies, some memories of gone by time
Would still recall the lies
The first cut won’t hurt at all
The second only makes you wonder
The third will have you on your knees
You start bleeding I start screaming
The first cut won’t hurt at all
The second only makes you wonder
The third will have you on your knees
You start bleeding I start screaming
The first cut won’t hurt at all
The second only makes you wonder
The third will have you on your knees
You start bleeding I start screaming
The first cut won’t hurt at all
The second only makes you wonder
The third will have you on your knees
You start bleeding I start screaming
(Fonte: Musixmatch)
Autori: Ralf Doerper /Michael Mertens /Claudia Ute Brucken
Album: A Secret Wish
Anno: 1985
“Traduzione“
Faccia a faccia, stanno vincitori e vinti
Feriti dall’invidia, trafitti dall’avidità
Di fronte alla propria disillusione
Le cicatrici di antichi amori ancora sulle guance
E quando, colpo dopo colpo,
La passione muore di una dolce, piccola morte
Restano solo bugie, ricordi di un tempo passato
Che ancora richiamano alla mente quelle bugie
Il primo taglio non farà affatto male
Il secondo ti farà solo interrogare
Il terzo ti metterà in ginocchio
Tu inizi a sanguinare, io inizio a urlare
È troppo tardi, la decisione è presa dal destino
È il momento di dimostrare quanto dovrebbe durare il “per sempre”
Quali sentimenti sono così veri da superare la prova?
Quali pretese sono così forti da respingere ogni tentativo?
E quando, colpo dopo colpo,
La passione muore di una dolce, piccola morte
Restano solo bugie, ricordi di un tempo passato
Che ancora richiamano alla mente quelle bugie
Il primo taglio non farà affatto male
Il secondo ti farà solo interrogare
Il terzo ti metterà in ginocchio
Tu inizi a sanguinare, io inizio a urlare
Il primo taglio non farà affatto male
Il secondo ti farà solo interrogare
Il terzo ti metterà in ginocchio
Tu inizi a sanguinare, io inizio a urlare
Il primo taglio non farà affatto male
Il secondo ti farà solo interrogare
Il terzo ti metterà in ginocchio
Tu inizi a sanguinare, io inizio a urlare
Il primo taglio non farà affatto male
Il secondo ti farà solo interrogare
Il terzo ti metterà in ginocchio
Tu inizi a sanguinare, io inizio a urlare
Pubblicato su Appunti | Tag:"Duel", canzoni, emozionii, Musica, passato, propaganda, Ricordi, Rimembranze musicali
Immagine del giorno #41 – “Sofferenze”
Pubblicato su immagini | Tag:Anima, Cuore, dolori, fratture, Immagine del giorno, patimenti, Silenzio, sofferenze






